Seguendo l’acqua alla scoperta di un nuovo modo per gestirla

Il 19 novembre scorso l’aula virtuale della Scuola di ecologia 2020/21 si è riaperta per il secondo incontro di questa edizione. Ancora una volta  gli ospiti si sono confrontati su uno degli argomenti chiave dell’educazione ambientale nell’appuntamento intitolato Un pianeta d’acqua. Ripensare la gestione delle risorse idriche in risposta all’emergenza climatica.

I saluti iniziali sono spettati a Gabriele De Veris, bibliotecario della Biblioteca San Matteo degli Armeni di Perugia, luogo caro alla scuola e sua sede per gli incontri in presenza, che ha ricordato il quinto anniversario dell’istituzione degli orti urbani negli spazi verdi della biblioteca. Un momento per rammentare l’importanza sociale e culturale e per introdurre anche la Giornata nazionale degli alberi che ricorre il 21 novembre di ogni anno.

La parola è passata poi a Michele Sbaragli, coordinatore dell’Educazione ambientale e scientifica di Arpa Umbria, che ha introdotto il tema del giorno con una riflessione su quanto spesso, in questa nostra parte di mondo, si possa dare per scontato il privilegio dell’acqua. Un privilegio che ci ha dato l’illusione di poterla sprecare senza considerare a chi combatte per questo diritto e ai conflitti che scorrono lungo le vie dell’acqua.

Con la conduzione di Francesco Aiello, giornalista scientifico dell’Ufficio stampa e comunicazione di Arpa Umbria, si è entrati nel vivo dell’appuntamento. Il professor Walter Dragoni, geologo e idrologo dell’Università di Perugia, ha infatti spiegato i concetti chiave legati all’acqua e alla crisi climatica per poi iniziare a sottolineare come, a prescindere dagli esiti che saranno legati al clima, la gestione delle fonti idriche finora sia stata tale da impoverire sempre più le falde e mettere in serio pericolo le attività, e quindi la sussistenza umana. Attraverso una riflessione sui cambiamenti lacustri e sulla portata delle sorgenti, s’è discusso quindi di qualità dell’acqua e di qualità degli interventi per migliorare l’approvvigionamento idrico, sfruttando le nuove conoscenze ma non trascurando anche le tecniche millenarie come il recupero delle acque piovane.

La seconda parte dell’incontro è stata dedicata alla presentazione del libro Oro blu (Ed. Laterza) dell’idrologo Edoardo Borgomeo. Attraverso le domande di Francesco Aiello all’autore siamo entrati nelle pagine del libro e nelle sue storie d’acqua, fatte di sofferenza ma anche di semi di speranza. Borgomeo ci ha infatti fatto rivivere le atmosfere dei suoi viaggi, dai quali il libro è nato, alla scoperta di come il problema acqua possa diventare una risorsa e di come una diffusione delle conoscenze possa permettere di migliorare il rapporto che l’uomo da sempre ha di dipendenza, ma anche di paura della forza dell’acqua.

C’è stato poi il momento degli interventi dall’aula che hanno riportato l’attenzione sull’essenzialità dell’acqua nel suo ruolo di sostentatrice e sulle attività umane che invece, attraverso l’acqua, si fanno portatrici di malattia. Grazie all’intervento della nostra corsista Michela, è stato infatti ricordato il problema dei PFAS (acidi perfluoroacrilici) e dell’inquinamento delle falde acquifere, che si è dimostrato particolarmente grave in Veneto.

Dopo le riflessioni finali di tutti i nostri ospiti su quanto le risorse idriche del nostro pianeta possano ancora bastare per la popolazione in crescita, l’appuntamento con l’aula virtuale è stato rinnovato per il 17 dicembre quando si parlerà di biodiversità e delle conseguenze da affrontare con la sua riduzione.

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